| Torna alla Home |
ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA CENTRALE A CARBONE DI SALINE JONICHE Come era prevedibile, negli ultimi tempi si sono infittite le prese di posizione e le dichiarazioni di esponenti politici, amministratori locali, associazioni, ecc sulla questione Centrale a Carbone di Saline Joniche. Ed in una terra, la Calabria, il cui panorama è segnato da divisioni profonde e lacerazioni insanabili su tutto il discutibile, sembrerebbe che sul NO alla centrale si sia, inaspettatamente, raggiunta una sorta di uniformità di vedute, di opinioni e di schieramenti politici. Ma l'importanza e la complessità della questione sul tavolo meritano bel altra attenzione e valutazione rispetto all'atteggiamento imperante, caratterizzato fin ora, a mio avviso, da una visibile debolezza di merito e da una sovrabbondante pregiudizialità di metodo. Il territorio interessato alla e dalla Centrale, meglio definito — geograficamente, storicamente e culturalmente - AREA GRECANICA, è il più povero d'Europa. Questo povero ed emarginato estremo lembo della penisola assurge, con una certa frequenza, alle cronache nazionali e locali solo per la presenza e l'azione devastanti della criminalità organizzata. In un passato non troppo recente, sull'area martoriata ex industriale di Saline Joniche, le vecchie politiche centraliste sono fallite miseramente e lasciato visibilmente le rovine arrugginite delle ex cattedrali nel deserto, simbolo del saccheggio e dello spreco di imponenti risorse pubbliche, devastando e condannando al sottosviluppo e alla povertà l'intera Area. Le popolazioni locali sono state rese estranee a tutti i processi decisionali calati dall'alto, spettatori passivi di decisioni che hanno decretato il loro destino. La questione Centrale a Carbone ci riporta inevitabilmente ad uno snodo fondamentale della vicenda che ci occupa, quello di restituire alle popolazioni locali interessate il diritto/potere di decidere consapevolmente e responsabilmente. Un'esigenza questa, resa più acuta ed attuale dalla crisi di credibilità della politica e dal crescente distacco e disaffezione dei cittadini che hanno investito a tutti i livelli le Istituzioni calabresi. Ciò consiglierebbe, opportunamente, che le Istituzioni interessate non agissero, su una questione così importante e delicata, utilizzando la delega rappresentativa. Ma, facendo un passo indietro, promuovessero ed organizzassero la più ampia partecipazione dei cittadini fornendo loro elementi di conoscenza di alta e comprovata attendibilità scientifica del problema al fine di costruire decisioni consapevoli, responsabili e motivate. Intanto, occorre tenere ben presente che sull'autorizzazione per la realizzazione della Centrale decide il Governo. Che noi - Regione, Provincia, Comuni, Associazioni e Soggetti vari- siamo chiamati ad esprimere pareri ed osservazioni non vincolanti ai fini degli esiti della procedura. Da qui, conseguentemente ne deriva che se si vuole essere credibili ed incisivi sulla decisione finale occorre che siano formulati pareri ed osservazioni sostenuti da motivazioni concrete e fondate. NO o SI di facciata, espressione di un pregiudizio o di opportunistiche posizioni di chi sa fiutare vento che spira o di forme di agnosticismo mimetizzanti, lasciano il tempo che trovano, restano improduttivi ed utili solo ad avere uno spazio sui media locali. Fermo restando che vie una Linea di demarcazione in questa vicenda che è e deve restare invalicabile: l'area Grecanica non è disponibile a barattare il suo sviluppo con alcuna intrapresa, pubblica o_privata, che possa compromettere la tutela dell'ambiente e la salute della popolazione. E' questo il punto dirimente, a mio avviso, esso si pregiudiziale rispetto alla conduzione di ogni successivo ulteriore passaggio. Detto in soldoni, se la Centrale dovesse causare inquinamento e nocività varie nell'Area non se ne discute neppure. Per questo i Comuni dell'Area Grecanica avevano chiesto, univocamente, al Presidente della Giunta Regionale di costituire un collegio di esperti per dare alle problematiche poste dal progetto industriale Centrale, puntuali risposte di merito con il massimo rigore e con i pia aggiornati livelli di conoscenza in materia che la comunità scientifica nazionale ed internazionale ha fin oggi elaborato, soprattutto in termini di inquinamento ambientale e clima alteranti derivanti dai depositi e dalle emissioni del processo produttivo. Questa priorità ovviamente, non avrebbe eliminato dal tavola le altre motivazioni di contrasto alla Centrale che possono risiedere su uno sviluppo alternativo sostenibile e coerente alla vocazione naturale dell'area, ma che restano, a mio avviso, subordinati alla prima ed hanno ancor oggi , la debolezza di essere alquanto nebulosi. Perchè non vi è chi non possa non vedere che sul problema salubrità può caricarsi rapidamente una forte spinta propulsiva ad una mobilitazione generale delle popolazioni locali per condurre una lotta determinata e vincente in difesa della propria salute. La Regione Calabria, in questa fase, ha ritenuto di non presentare osservazioni e considerazioni in merito agli aspetti tecnici e gestionali del progetto, riservandosi di formularli in un successivo momento e limitandosi ad evidenziare la non coerenza del progetto Centrale a Carbone con i principali Documenti di Programmazione e Pianifica7ione della Regione e degli Enti Locali dell'Area Grecanica. Ora, che l'iniziativa S.E.I. per le dimensioni e le valenze comportanti, non possa essere liquidata con i toni infastiditi e le approssimazioni fin qui emersi, appare di tutta evidenza, a meno che non si voglia incorrere in un clamoroso errore politico ed adottare una strategia miope e perdente. Come si possono ignorare, infatti, le linee programmatiche manifestate pubblicamente dal Governo in carica sul problema energetico al fine di sottrarre il Paese alla dipendenza derivante dal petrolio? Il nucleare è la principale opzione ma non vengono trascurate, tutt'altro, le altre fonti energetiche. E' di qualche settimana fa l'inaugurazione della Centrale a carbone di Civitavecchia, gemella o quasi di quella che si vuole costruire a Saline Joniche. Si vada a guardare la rappresentanza politica presente alla cerimonia. Comprendeva il Governo e l'intero Arco Costituzionale, tutti compiaciuti ed orgogliosi di avviare un impianto sicuro e pulito. Per la completezza di questo intervento, mi sembra onesto puntualizzare che S.E.I. è una società privata che investe denaro suo (UN MILIARDO DI EURO), senza accedere a fondi pubblici e quindi senza mettere le mani nelle tasche degli italiani. Se si vuole utilizzare un termine di paragone sulle dimensioni dell'investimento, ci si può riferire alla questione Alitalia, indebitata per circa un miliardo di euro, di cui sono piene le cronache nazionali ed europee e su cui il Governo italiano si sta impegnando a fondo. Se qualcuno, più avvertito degli altri non dimostra che S.E.I. vuole collocare il proprio impianto in Calabria perché veniamo considerati una sorta di immondezzaio, mentre ciò non sarebbe stato permesso in nessun altro posto, S.E.I. merita attenzione e rispetto. Giuseppe Iaria Sindaco del Comune di Melito Porto Salvo Presidente dell’Associazione dei Sindaci dell’Area Grecanica |
|